Gli appuntamenti di Marzo

L’innovazione nel classico del nuovo programma di Alexander Lonquich, i suoni del Jazz dipinti da Kauflin, l’intreccio di musica e parole per celebrare Debussy di Suoni Riflessi con Maddalena Crippa e le sfaccettature dell’anima di Rossini interpretate da Orazio Sciortino

Alexander Lonquich

Turno serale
Alexander Lonquich,
pianoforte
Martedì 26 marzo, ore 20,45

Biglietti online

Assolutamente in linea con la filosofia dell’Associazione Siciliana Amici della Musica Alexander Lonquich, navigatore tra moderno e pianoforte, rispettoso del contenuto artistico ma indagatore, sempre curioso di conoscere, collegare e allacciare relazioni tra le arti, senza barriere e senza preconcetti sostiene che «la musica classica è viva ma bisogna essere audaci, riuscendo per esempio ad alternare proposte di programmai più tradizionali e convenzionali, adatti agli abbonati delle stagioni concertistiche con nuovi format, o dando alla musica una maggiore importanza nella scuola». Pianista, tra i più apprezzati al mondo da pubblico e critica, fortepianista, e direttore d’orchestra svolge la sua attività nelle principali sale europee, suonando, oltre che come solista, musica da camera con musicisti del calibro di Nicolas Altstaedt, Vilde Frang, Joshua Bell, Isabelle Faus. Ha suonato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger. Molti i riconoscimenti e i premi ricevuti: Premio Casagrande dedicato a Schubert nel 1977, Diapason d’Or”, “Premio Abbiati” (come miglior solista del 2016) e”Premio Edison”. Ha pubblicato nel 2018 il doppio CD “Schubert 1828”. Tiene master class in Europa, Stati Uniti e Australia è direttore del Orchestra Teatro Olimpico di Vicenza e ha creato nel 2013 il ‘Kantoratelier’, un open space dove musica, arte, psicoanalisi e teatro possono incontrarsi e dialogare. Per l’Associazione Siciliana Amici della Musica presenterà un programma nuovo, un progetto assolutamente interessante ed originale per la diversità dei due tempi. La prima parte che si confà di diversi brani di breve durata, delle vere “chicche”, di autori più e meno noti, che spaziano dal ‘700 di C. Ph. E. Bach al ‘900 di Stravinsky, e la seconda parte in cui Lonquich si cimenta con una monumentale opera di Beethoven, Variazioni in do magg. su un valzer di Diabelli per pianoforte op. 120, opera complessa e impegnativa, pietra miliare del pianismo. Un concerto attraverso il quale il Maestro Lonquich tra le note racconterà sé stesso poiché come ha dichiarato «è naturale scegliere prevalentemente delle opere che si sentono affini e qualcosa di personale riecheggia in tutto quello che scegliamo di eseguire».

Justin Kauflin
Turno serale
Justin Kauflin Trio
Martedì 19 marzo, ore 20,45


Biglietti online

“Coming Home” che Justin Kauflin Trio porta in tour toccando Palermo grazie all’Associazione Siciliana Amici della Musica è la conferma che Kauflin non è solo un musicista tecnicamente brillante e intellettualmente innovativo, ma un artista illuminato che riesce ad esprimere e trasmettere il suo ottimismo e il suo amore per la musica.Coming Home “racconta” il modo di concepire “casa” dell’artista: «casa è da intendersi a livello globale, e le composizioni servono ad illuminare le varie emozioni associate a ciascun luogo che è unico». Quincy Jones e Derrick Hodge hanno prodotto l’album negli Westlake Studios di Quincy Jones (gli stessi di Michael Jackson, Madonna, Frank Ocean). Quincy Jones si dice «onorato di testimoniare il viaggio di Justin, attraverso la produzione esecutiva di Coming Home al suo fianco e accanto a Derrick Hodge. Questo incontro non è frutto del caso, perché nient’altro che l’intervento divino avrebbe potuto riunire tutti per creare questo album: la miscela perfetta di fiducia, amore e rispetto, e alcuni dei migliori musicisti del pianeta!». Derrick Hodge ricorda «ogni parte del processo creativo del CD con Justin come una magia, soprattutto perché Justin sapeva quale messaggio artistico voleva trasmettere. Penso che le persone che ascolteranno questo album intraprenderanno un viaggio nella mente di un artista e un narratore davvero unico. Il tour – promette Kauflin – sarà una combinazione di ciò che abbiamo creato per l’album e l’energia che ci arriva dal pubblico».

Maddalena Crippa

Turno pomeridiano
Mario Ancillotti,
Maddalena Crippa & Friends
ENSEMBLE SUONI RIFLESSI

Lunedì 11 marzo, ore 17,15

È sempre una vera gioia per me poter affiancare la mia voce recitante al lavoro di così validi musicisti e della musica. Trovo che le due discipline si completino e si arricchiscano potenziando vicendevolmente l’impatto sul pubblico, come nel caso di questo omaggio a Debussy. Il pubblico ha in questa serata l’opportunità di conoscere il grande compositore non solo attraverso la sua musica ma anche attraverso i suoi stessi scritti ma soprattutto godere di due estratti da “A la recherche du temps perdu” di Proust in cui parlando della musica il grande scrittore è’ capace di suscitare una miriade di sentimenti ed emozioni» così descrive Ovunque Fuori dal Mondo Maddalena Crippa, voce recitante del progetto che l’Ensemble Suoni Riflessi presenterà a Palermo per l’Associazione Siciliana Amici della Musica. L’Ensemble regalerà al pubblico palermitano due emozionanti fuori programma, momenti significativi e toccanti della vita dell’artista celebrato.

Orazio Sciortino

Turno pomeridiano
Orazio Sciortino
Lunedì 25 marzo, ore 17,15

Pianista e compositore collabora con Teatro alla Scala di Milano Orchestra Verdi di Milano, Orchestra del Teatro La Fenice, Maggio Musicale Fiorentino… Ha registrato per Radio Rai e Radio Classica si occupa di rapporti tra la musica, le arti visive e le neuroscienze. Per l’Associazione Siciliana Amici della Musica con Rossini allo Specchio: «un progetto nella cui musica aleggia uno spirito visionario da un lato, fantastico dall’altro, nella quale ironia e malinconia sono due facce dello stesso personaggio “Rossini”, – spiega Orazio Sciortino – capace di specchiarsi negli schumanniani Arlequin, Florestan, ma anche Eusebio e Chiarina. Rossini qui si colloca in mezzo tra due figure psicologicamente sfaccettate e articolate come quelle di Poulenc e Schumann, in un percorso in cui le nostre contraddizioni sono protagoniste. Cuore del programma sono i Due Valzer per aspettare la mezzanotte di cui il compositore ci fornisce una sua spiegazione. Credo che in quei momenti, nella durata del tintinnìo di un calice, non ci sia niente di più doloroso che dare l’addio alle cose, non come siano state veramente, ma come le abbiamo proiettate dentro di noi».

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